Stato del sistema — in funzioneAzioni in attesa di approvazione — 3Milano
Installiamo nella tua azienda l'infrastruttura con cui gestiamo la nostra. Poi ci attacchiamo un'AI che la conosce.
Fig. 01 — martedì mattina, prima del caffè
Nessuno ha incollato dati da nessuna parte. Erano già lì.
Michele · 09:12
Chi non sentiamo da più di due settimane e aveva chiesto un preventivo?
Sistemo · 09:12
Tre. Tutte e tre col preventivo mandato e nessuna risposta dopo.
Michele · 09:13
Scrivi tu a tutti e tre, con il pretesto giusto per ognuno.
Sistemo · 09:13
Fatte. A Bertoldi ho ripreso il capannone nuovo di cui aveva parlato in call, a Marano la scadenza di giugno, a Ci.Elle il collega che ci aveva presentati. Non ho mandato niente.
In attesa del tuo sì
Tre messaggi pronti, a nome di Michele.
Da dove partiamo
Il preventivo sta nella mail di uno, lo storico nella testa di un altro, i contatti in tre file diversi. Ogni strumento funziona. È il collegamento che non c'è — e finché non c'è, l'unica persona che ha il quadro intero sei tu.
Cosa installiamo
01
Cosa vendete, come lavorate, chi decide cosa: scritto una volta sola, in un posto solo. È il documento che rende operativa una persona nuova in un giorno — e un'AI in trenta secondi.
02
Disegnato sul vostro mestiere, con i campi che servono a voi e non con le trenta funzioni di un software americano che non aprirete mai.
03
Le attività nascono dalla chat aziendale, con una menzione. Nessuno deve imparare un programma nuovo per assegnare una cosa a qualcuno — ed è il motivo per cui poi lo usano davvero.
04
Il pezzo che quasi nessuno ha. Ogni persona chiede alla propria AI cose sull'azienda vera — clienti, attività, numeri — con i permessi del suo ruolo. Un accesso a testa, revocabile.
05
Mail, messaggistica, fatturazione, archivio, calendario, gestionale. Restano quelli che usate: cambia che cominciano a parlarsi, e che nessuno ricopia più niente a mano.
06
Il riepilogo della mattina, i follow-up, i controlli sulla qualità dei dati, le prime bozze. Preparate in automatico. Mai spedite in automatico.
Il valore non sta in nessuno dei sei: sta nel fatto che si parlano. È il motivo per cui non li vendiamo a fette.
Come lavora
La regola non la tocchiamo mai, e non è un vezzo: è l'unico motivo per cui un imprenditore prudente può mettere un sistema del genere in mezzo alla propria azienda.
stato 01
Guarda nel CRM, nelle attività, nel contesto dell'azienda e negli strumenti collegati. Nessuno gli ha incollato niente: i dati sono già lì.
stato 02
Sa che quel contatto è arrivato da un evento, che il preventivo è di marzo, che l'ultima volta ha risposto il tuo socio. Il contesto non glielo ricordi ogni volta.
stato 03
Scrive le bozze, costruisce le liste, compila il riepilogo, mette in fila i follow-up. È il lavoro che oggi porta via le ore a qualcuno che avrebbe di meglio da fare.
stato 04
Qui finisce quello che l'AI può fare da sola. Tutto ciò che ha conseguenze — un invio, un messaggio a un cliente, un documento — resta fermo finché una persona non dice di sì.
No. Ma è una domanda giusta, quindi rispondiamo sul serio.
Per vent'anni la risposta a «serve qualcuno che ricopi questi dati» è stata assumere una persona e darle da ricopiare i dati. Oggi quel lavoro una macchina lo fa meglio, più in fretta e senza lamentarsi.
Ma la macchina si ferma lì. Decidere, capire un cliente, accorgersi che un numero non torna, avere un'idea: quelle restano dove sono sempre state.
Quindi il tuo team non viene sostituito. Viene tolto da sotto una pila di lavoro che non avrebbe mai dovuto fare. La stessa squadra, con lo stesso stipendio, che produce come una squadra molto più grande — a una condizione: che qualcuno la macchina la sappia coordinare davvero.
Che è esattamente il mestiere che facciamo noi. Il nostro stagista non ricopia dati: ha di meglio da fare, e la macchina non se l'è presa.
Il caso studio numero zero
Questo sistema non nasce come prodotto da vendere: nasce perché ci serviva. Connessioni Pro — il format di eventi di networking B2B che organizziamo — gira interamente su queste componenti. Il CRM parla col sito, le attività vivono dentro Slack, il matching fra i partecipanti e il check-in in sala girano sullo stesso database, i follow-up partono da soli dopo la serata, e ogni mattina un riepilogo dice cosa è successo il giorno prima.
Ogni pezzo che vi installiamo l'abbiamo prima rotto e sistemato su di noi. Dietro c'è un team che fa consulenza e sviluppo commerciale da anni: sappiamo com'è fatta la giornata di chi vende perché la facciamo, e sappiamo scrivere il software che gliela alleggerisce. Chi vende «implementazioni AI» senza averne mai fatta girare una su di sé sta facendo un mestiere diverso.
Meglio dirselo prima
Funziona bene se
Non è il momento se
Come si comincia
1
Una call in cui non vi vendiamo niente: guardiamo come lavorate, dove stanno i dati, cosa si perde per strada. Ne esce una fotografia scritta della vostra azienda, che resta vostra anche se vi fermate qui.
2
Parliamo con chi lavora davvero, non solo con la proprietà. Poi mettiamo nero su bianco cosa costruiamo, cosa colleghiamo, chi userà cosa e cosa resta fuori. È il documento su cui firmiamo in due, e che vi dice il prezzo prima che cominci qualunque lavoro.
3
Costruiamo, colleghiamo, portiamo dentro i dati che avete già, accendiamo le automazioni una alla volta. Poi formiamo il team e restiamo accanto mentre lo usano. Il lavoro è finito quando lo usate senza che noi tocchiamo niente.
Domande
È il rischio numero uno, e per questo il progetto non finisce alla consegna: finisce quando il sistema viene usato senza che noi tocchiamo niente. La formazione è inclusa, e il sistema si aggancia agli strumenti dove il team già lavora invece di chiedergli di andare da un'altra parte. Un sistema che nessuno apre è un fallimento anche se è perfetto.
No, il senso è l'opposto. Gli strumenti restano dove sono: quello che aggiungiamo è il collegamento che oggi non c'è. Se un domani cambiate gestionale si rifà quell'integrazione — è lavoro previsto, non una ricostruzione da capo.
Su un'infrastruttura dedicata alla vostra azienda. Firmiamo gli accordi che ci nominano responsabili del trattamento, gli accessi sono personali e si revocano uno a uno, e nessun dato viene usato per scopi diversi dal far funzionare il vostro sistema.
Il sistema è vostro e continua a funzionare anche senza di noi. Il canone serve a farlo evolvere, non a tenerlo acceso — e le condizioni di proprietà e continuità le mettiamo per iscritto prima di iniziare, non dopo.
Serve un referente interno e qualche ora a settimana durante la costruzione, più gli incontri del progetto. È il minimo perché il sistema assomigli alla vostra azienda e non a un modello standard — ed è anche il motivo per cui non lavoriamo con chi non può metterci nessuno.
Dipende da quanti pezzi accendiamo e da quanti strumenti ci sono da collegare: un'azienda con tutto su Excel e una con un gestionale da integrare non sono lo stesso lavoro. Il numero ve lo diamo dopo la diagnosi, per iscritto, e non cambia strada facendo. Il confronto giusto non è col prezzo di un software: è con le licenze che sostituisce, con le ore che ogni settimana il team passa a ricopiare informazioni, e con le occasioni che si perdono perché nessuno si è ricordato di richiamare.
Se dopo la diagnosi pensiamo che non siate pronti, o che il vostro problema si risolva in un altro modo, ve lo diciamo. Un cliente che compra un sistema che non gli serve è un problema per lui e una pessima referenza per noi.